L’arte immaginale

Si tratta di ogni forma d’arte, di rielaborazione simbolico-espressiva del mondo nelle sue molteplici forme in cui ciò che ci si presenta consente di attingere zone d’invisibilità sensibili, fa affiorare legami e rinvii metaforico-metonimici in grado di arricchire la conoscenza del volto del reale e delle sue possibili risonanze di significato.

L’arte immaginale mostra il reale nella sua forma animata, lo trasmuta e deforma al fine di farne emergere il non veduto e il non saputo che lo trama e lo sostiene. L’albero diventa infinita fioritura della terra, metamorfosi della materia in finissimo ritaglio di fibre e spessori, il cielo trasmutato in tessitura corpuscolare iridata, la terra arata e rivoltata in striature e torsioni di luce e di energia. La materia si personifica e i volti si mineralizzano, il pneuma si cristallizza e la pietra appare palpitante e sconvolta.

L’arte è immaginale tuttavia a patto che, nel suo manifestarsi, invii alla comprensione una manifestazione infinitamente aperta alla pluralità delle visioni e delle interpretazioni, mentre qualora essa risulti didascalica (cioè pretenda di insegnare o spiegare qualcosa) o orientata a promuovere un messaggio unidirezionale, una verità, un comportamento prescritto, essa risulterà irrimediabilmente privata della simbolicità proliferante caratteristica delle figure immaginali.

Essa non può essere individuata con l’aiuto delle categorie storico-artistiche, è piuttosto essa a plasmarle: un’opera interamente devoluta all’iconoclastìa, al respingimento della destinazione simbolica dell’immagine può, per eccezione o per eccesso, per improvvisa accensione, lasciar trasparire un frammento di infinito. Artisti concettuali, performatori e postproduttivi possono, senza volerlo, lasciare impresso, in un risvolto del proprio lavoro, il bagliore di una figura sopravvivente, un’effervescenza imprevista che sovverte ogni pronostico di appiattimento sul letterale (così accade talore in opere minimaliste o in certe macchinazioni del nuovo realismo). Il simbolico immaginale agisce in stratificazioni spesso sepolte e inaudite, e può manifestarsi inaspettatamente anche dove dovrebbe essere fugato in base a presunte scelte e decisioni.

Il mondo immaginale, per sua stessa costituzione, lavora su piani spesso sommersi che pervadono l’opera ben oltre i suoi stessi pronostici e i suoi stessi presunti programmi.

Immaginale

Profilo educativo

L’ermeneutica immaginale