Profilo educativo

La pedagogia immaginale è orientazione globale al mondo. Essa si esprime attraverso la rivalutazione fondamentale di una formazione che ponga al centro la coltivazione del sapere immaginativo e simbolico. Si contrappone quindi ad ogni educazione che gerarchizza il sapere a partire dal primato di un logos verbale, concettuale e rischiarante. L’educazione immaginale privilegia l’oscurità, ambiguità, fluidità e contraddittorialità di una conoscenza come quella simbolico-immaginativa in cui è la molteplicità e l’inesauribilità dei significati e non la determinazione e definizione di classi, tipi e idee a ordinare la relazione con le cose.

La pedagogia immaginale privilegia l’altro, inteso non solo come umano, ma come tutto ciò che è altro dall’io, dunque ogni forma di realtà che esula dall’economia della personalità umana e delle sue proccupazioni. Mondo delle cose, natura, inconscio diffuso, invisibile. La pedagogia immaginale si rivolge a questa alterità non però per farla propria, ma per reimparare, attenuando l’impulso faustiano a possedere e controllare, a soggiornarvi e a famigliarizzare con essa. La pedagogia immaginale è da questo punto di vista antiumanistica e antirazionalistica.

Pedagogia immaginale è anzitutto educazione dei sensi a percepire il reticolo delle corrispondenze e analogie in cui si inscrive la fenomenologia del mondo. E dunque a cogliere la sottile dinamica che pervade l’intero corpo cosmico come un tessuto unitario dal quale è impossibile prescindere per restituire significato all’esperienza dell’uomo al suo interno. L’immaginale insegna a perfezionare la propria percezione in modo che essa reimpari a riconoscere una tale interminabile fisionomia vivente. Al tempo stesso accende il desiderio di comprenderne i significati nella consapevolezza che non esiste tuttavia una gerarchia ma solo una proliferazione interconnessa e differenziale di essi. Soggiornare nella giungla dei simboli e nella deriva dei loro significati significa già di per sé stesso reimparare ad “abitare la terra”. Un tale impulso ermeneutico e vitalistico impegna in ogni attività educativa alla massima estensione del proprio campo di percezione, al suo approfondimento simbolico, alla comprensione dell’inestricabile embricazione contraddittoriale dei comportamenti e dell’esperienza e alla sorveglianza paziente e caparbia affinchè non vi sia squilibrio tra la componente umana, specie nella sua dimensione ordinatrice, e le altre componenti mondane e naturali.

Immaginale

L’ermeneutica immaginale

L’arte immaginale