Sara Pellegata

Sono Sara, amo viaggiare, conoscere le persone e la loro cultura, le loro tradizioni, perché hanno un valore inestimabile e amo la cultura del cibo: quindi sperimentare i cibi dei posti in cui vado, e non solo.
Mi piacciono le lingue anche se purtroppo non ne so molte, ma c’è sempre tempo.
Mi piace anche ballare, danzo fin da quando ero bambina, ed essendo molto curiosa ho provato un po’ tutte le danze e sono arrivata a scoprire quelle popolari e il cerchio si chiude: la passione per danza, l’interesse per le culture e le tradizioni, per la saggezza popolare, la passione per i viaggi, tutto è collegato da un sottile filo.
Dalla passione per la danza è nato il mio interesse per la danza terapia e per questo sto facendo una scuola di Danzaterapia Clinica, Lyceum Accademy, di cui sono al secondo anno: sono convinta del valore espressivo, comunicativo, simbolico e terapeutico della danza, che va ben oltre la parola.
Inoltre sono anche psicologa, ma non pensate all’immagine tradizionale della psicologa. Io credo nel gioco, nella danza, nell’arte, nella relazione, nel mettermi in gioco come mezzi per stare bene piuttosto che nella parola soltanto: credo che la psicologia possa essere un grande mezzo, ma in modi nuovi, le conoscenze apprese nel mio percorso mi servono per avere uno sguardo altro, sono degli utili strumenti per fare però un lavoro altro, che è nel campo dell’educazione. Un’educazione nuova, diversa, altra anche lei.
Nel 2014 mi sono laureata in Psicologia dello sviluppo presso l’Università Cattolica di Milano e dal gennaio del 2016 sono iscritta all’albo degli psicologi. E’ stato durante la magistrale e la tesi che ho capito che il mio vero interesse è accettare ciò che c’è, valorizzare l’individualità di ognuno e trovare insieme un modo per stare bene.
Ancora di più ho capito che l’ambito in cui mi piace confrontarmi e sperimentarmi è quello della scuola e dell’educazione, ma attenzione, non mi interessa la psicologia scolastica o i disturbi dell’apprendimento. No, mi interessano i bambini, gli adolescenti, le famiglie che vivono la scuola, e così anche gli insegnanti e gli ambienti dove il processo educativo avviene e ancora di più mi interessa l’educazione e come questa sia intesa e portata avanti.
Così la mia tesi in quest’ambito, un lavoro da educatrice scolastica, un lavoro come psicologa con bambini e ragazzi mi hanno portata a rendermi conto che volevo e dovevo fare qualcosa per promuovere un’educazione diversa. Dopo varie ricerche, contatti e sperimentazioni, ho trovato e conosciuto Paolo Mottana e la sua Controeducazione, a cui mi sono subito appassionata e in cui mi sono finalmente ritrovata.
Ho conosciuto IRIS e quindi Marina Barioglio con il mondo dell’Immaginale che mi incuriosisce moltissimo, perché da sempre il simbolico, le immagini, ciò che va oltre mi affascina moltissimo e così, infine, sentendomi nel posto giusto collaboro ora con IRIS.
Nel frattempo continuo a lavorare come educatrice a scuola e non solo, come psicologa con i bambini e i ragazzi, ma a modo mio e come danzaterapeuta. …e appena posso, parto per un nuovo viaggio!